sabato 3 giugno 2017

Mi chiamo Jones, Bridget Jones


Ho un barattolo di Pringles in mano, quelle al gusto Sour cream & onion che sono le mie preferite. I capelli legati così come capita, tra l'altro di un colore ormai incomprensibile perché li tingo di rosso ma sono passati mesi dall'ultimo ritocco. Sono in camicia da notte, spalmata sul divano, a pensare che la mia vita è abbastanza un disastro. Sì, mi sento molto Bridget Jones in questo momento.

Sapete, dall'ultima volta che mi sono fatta leggere da queste parti ho letto davvero molto poco, però ho portato a termine libri meravigliosi, come Il circolo Pickwick di Charles Dickens, rivelatasi probabilmente la lettura più divertente che io abbia mai affrontato, e poi Uccelli di rovo di Colleen McCullough, il romanzo preferito di mia nonna paterna, che proprio lei ha voluto assolutamente prestarmi. Ed è stato una scoperta ad ogni pagina, un lungo viaggio nella selvaggia ed arida Australia, un viaggio appassionante come pochi che mi ha fatto scoprire un'autrice a dir poco straordinaria.
Mi dispiace sul serio non aver scritto nulla a proposito di cose belle come queste, però è successo ed è successo proprio perché la mia vita è abbastanza un disastro.

Se non mi preoccupassi affatto di ciò che potreste pensare di me scenderei più nei dettagli, raccontandovi ad esempio che pochi giorni fa ho compiuto ventisei anni e che in questo poco più di quarto di secolo non ho combinato assolutamente nulla di socialmente utile o accettabile. Quali che siano le motivazioni, i fatti sono che ho mollato gli studi dopo aver tentato più d'una carriera universitaria e non ho mai avuto uno straccio di lavoro né una qualunque occupazione che gli somigliasse vagamente. Nell'ultimo periodo avevo preso in considerazione la possibilità di riprendere gli studi, una cosa che da una parte vorrei senza dubbio e dall'altra - a causa dei precedenti insuccessi e dell'amara verità che cominciando ora vedrei la laurea verso i trent'anni suonati - mi spaventa a morte. Ma pazienza, perché ora sì che ne ho di tempo per pensare.

Già, perché a fine aprile sono riuscita a procurarmi due fratture scomposte alla gamba sinistra, tibia e piatto tibiale (un'oscura e complessa componente del ginocchio di cui ignoravo l'esistenza, e che avrei volentieri continuato ad ignorare). Tra mille disagi, dolori indescrivibili e ansie da star male, sono stata operata dopo circa quindici giorni di attesa - per un totale di venti giorni di ospedalizzazione - passati con la gamba tenuta ferma alla bell'e meglio e senza potermi muovere di mezzo millimetro; se vi dico che prima del mio arrivo in pronto soccorso non avevo mai fatto le analisi del sangue per quanto ne ho sempre avuto la fobia, potrete solo vagamente immaginare quanto io sia rimasta traumatizzata da tutta questa esperienza.

Prima ancora che smettessi di provare i dolori dovuti all'intervento, già stavo provando anche quelli dovuti alla fisioterapia, perché il mio sogno di starmene in pace una volta tornata a casa, finalmente a riposo, è stato fin da subito spazzato via: a quanto pare quando c'è di mezzo il ginocchio il recupero dev'essere più rapido possibile, altrimenti si va incontro ad altre problematiche ancora più complesse.
E quindi niente, da un mese le mie giornate sono scandite dagli esercizi che devo fare, dall'ansia che ho prima di farli, dalla stanchezza devastante dopo averli fatti.

Per lo meno, direte voi, con tutto questo tempo a disposizione avrai letto un sacco!
Proprio per niente, invece, perché come scrissi in un post tempo fa io leggo quando sto bene, ed in questo periodo sono stata giù di morale come poche altre volte prima, e non sono riuscita a leggere neanche una pagina. Fino a qualche giorno fa: non so se è sintomo che almeno di testa e di umore sto un po' meglio, o se è solo che dovevo necessariamente fare qualcosa di diverso; quale che sia la ragione - e non me ne importa un fico secco - ho iniziato Mansfield Park di Jane Austen ed in breve avevo bruciato le prime cento pagine.

Credo sia proprio per questo che non ho saputo trattenermi dal tornare qui. Se leggo, poi avrò tanto da dire al riguardo, e dove potrei farlo se non qui?

E, beh, questo era quanto.
Volete un po' di Pringles?

12 commenti:

  1. Che bello tornare a leggere un tuo post, anche se giù di morale. In realtà mi sono ritrovata un po' nelle tue parole (sempre detto che c'è un'alta percentuale di Bridget Jones in me). Tra poco raggiungerò il traguardo del quarto di secolo (ovviamente se qualcuno me lo chiede io ho 18 anni) e ho ripreso gli studi dopo anni di dubbi amletici sulla vita, il destino il futuro e tutte queste menate varie. Quello che ho capito - dall'alto del mio quasi quarto di secolo - è che bisogna fare quello che ci rende felici, quello che ci piace e poi la soddisfazione personale verrà da sé.
    Ti auguro una buona guarigione (e tante belle letture :D)

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    1. Ciao Viola, grazie mille per il tuo commento <3
      Hai ragione, sono pienamente d'accordo con te, ma ancora non sono riuscita a mettere in pratica questo pensiero, nonostante in fondo io sappia che è così. Mi lascio confondere ulteriormente dai pareri degli altri e spaventare da questo mondo così aggressivo...
      Male che va si può sempre cantare a squarciagola con un buon bicchiere di vino, rigorosamente in pigiama.

      Lunga vita alle Bridget che albergano in noi! :D

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  2. ciao, purtroppo ci sono dei periodi della vita nei quali prende il sopravvento il senso di frustrazione, l'apatia, la depressione. Penso che siano momenti fisiologici, ma quando ci sei dentro non è poi così semplice rimettersi in carreggiata. Fuori è tutto un altro mondo.
    Quello che posso consigliarti, sperando di esserti utile in qualche modo, è di ricominciare a fare le cose a piccole dosi, sforzandoti un pochino ogni volta ma senza forzarti troppo...
    la verità che l'unica che può aiutarti a riprendere in mano la tua vita sei tu, nessuno lo farà per te.
    Ti auguro davvero di riuscire a trovare in te il coraggio di cercare la tua strada! un abbraccio

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    1. Grazie mille Lisa, di esserti soffermata da queste parti, delle tue preziose parole... intanto re-imparo letteralmente a camminare, non appena sarò di nuovo in piedi mi impegnerò a cominciare da qualche parte :)
      Un abbraccio anche a te!

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  3. Ciao Julia, è bellissimo tornare a leggerti, un po' meno ritrovarti così abbattuta:(
    Le fratture vedrai che guariranno, mentre capisco benissimo la tua attuale situazione mentale/emotiva, perchè io per prima la condivido spesso e volentieri, anche se in forme differenti. L'unica cosa che mi aiuta, e sono sincera, è cercare di dominare l'ansia e vivere giorno per giorno (se penso al futuro mi sale l'angoscia, cerco di ragionare il più a breve termine possibilexD) e avere un obiettivo, anche minimo. A me aiuta ragionare in questi termini, magari aiuterà anche te!
    In ogni caso, non preoccuparti che qualcosa succederà, devi solo recuperare un po' di buon umore:) Un abbraccio!

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    1. Ciao Virginia, ti ringrazio per il tuo commento e per i tuoi saggi consigli! In realtà mi ritrovo molto nelle tue parole, perché anche io ragiono così: ho smesso anni fa di pianificare a lungo termine, i miei progetti arrivano al massimo al giorno dopo XD
      Purtroppo in questo periodo, avendo poche distrazioni, non sempre sono riuscita a controllare i miei pensieri...
      Un abbraccio!

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  4. E bello che tu abbia ritrovato la voglia di leggere. Magari questo ti aiuterà a ritrovare il buon umore!
    Ma non avevi qualcuno a supportarti? Non avevi un ragazzo? Scusami se te lo chiedo, ma mi pareva di aver letto in qualche vecchio post che c'era una persona che mi sembrava fosse il tuo compagno. E non mi sembra tu l'abbia mai più menzionato.

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    1. Per fortuna sì, ho avuto tante persone a sostenermi in questo momentaccio :)

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  5. Ciao! Mi fa molto piacere che tu torni a scrivere, ma mi spiace sentirti così abbattuta.

    Se posso fornire un mio punto di vista, io credo che i momenti di sconforto di questo tipo capitino proprio a tutti, indipendentemente dagli studi e dal percorso lavorativo. Io ho completato Triennale e Specialistica di Lettere in tempo ed ero molto felice di aver scelto questi studi, ma da quando ho terminato (febbraio 2014) le circostanze ed il precariato mi hanno spinto a svolgere tanti, tantissimi lavori e lavoretti, ed anche quest'anno devo scoprire, a partire da settembre, quale sarà il mio destino. Le serate alla "Bridget Jones", poi, sono un classico, e sembrano capitare maggiormente proprio in estate, quando gli impegni legati allo sport o ad altro si allentano...

    Quanto alla frattura, l'unica volta che mi son fatta male danzando è stato 7 anni fa e si è trattato di una distorsione e di 2 settimane di stampelle...è stato già un mezzo casino così, quindi immagino la tua frustrazione nello stare immobile e nel dover compiere faticosi esercizi! Ricordo che anche a me tiravano i muscoli del piede...mi immagino il tuo ginocchio!!
    Forza e coraggio dai :-) :-)

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  6. Ah, io invece mi sono fratturata e slogata tanti pezzi fin da bambina, ma me l'ero sempre cavata con un'ingessatura e via! Davvero nulla in confronto a ciò che sto vivendo ora... Il recupero purtroppo è molto lento e doloroso. Ma ce la faremo :)
    Per quanto riguarda il resto, l'argomento è comune a molti di questi tempi e proprio la paura dell'incertezza sul proprio futuro spesso contribuisce a creare confusione in chi, come me, già di suo non ha le idee totalmente chiare. Spero di vedere oltre la nebbia al più presto!
    Grazie di essere passata e del commento!

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  7. Julia, il tuo scrivere qui manca, e non poco. Ti ho scoperta da non molto e ti leggo sempre volentieri, non è un caso che ti abbia premiata col celebre Chaplin Award. :)
    Mi dispiace saperti nei dubbi riguardo al tuo dover fare qualcosa, mi dispiace che una mente brillante come te abbia lasciato gli studi. Forse erano solo scelte sbagliate.
    Cerca una direzione. Non temere che gli anni passino, sei GIOVANISSIMA e in tempo per intraprendere i terminare qualsiasi percorso. Rimettiti presto e volta pagina.
    Raramente mi imbatto in persone bravissime a scrivere, tu sei una di queste. Coraggio e gambe in spalla (appena guarita).

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    1. Cara Luz, le tue parole sanno sempre riempirmi un po' il cuore, ed in questo caso mi sono anche di grande conforto. Non so come ringraziarti per quanto hai scritto, perciò mi limiterò ad un... grazie :)

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