venerdì 3 giugno 2016

Spectator #7: Penny Dreadful

Nel XIX secolo in Inghilterra prese sempre più piede un particolare tipo di pubblicazione chiamata penny dreadful, traducibile approssimativamente come “spaventi da un penny”. Tale nome derivava semplicemente dal costo di questi fascicoletti – un penny, per l'appunto – e dal contenuto di stampo horror che voleva contribuire a promuovere e diffondere il successo di cui all'epoca godevano le narrazioni gotiche. I penny dreadful, che uscivano a cadenza settimanale, erano rivolti per lo più alla classe proletaria ed alla bassa borghesia, di qui il basso costo e la brevità delle opere, che ne permetteva la lettura anche da parte di un lavoratore con pochissimo tempo libero a disposizione. Il contenuto avrebbe lasciato a desiderare qualsiasi lettore appena un minimo più ferrato: le storie erano banali, grossolane, spesso addirittura scritte in maniera sgrammaticata; queste carenze venivano bilanciate dai toni forti, carichi di enfasi, così come i disegni che sempre corredavano i racconti, anch'essi esagerati e più carichi possibile. Nonostante questo, alcuni autori del calibro di R.L. Stevenson o J.M. Barrie sostennero di esser stati influenzati, nella loro produzione, dai penny dreadful mentre alcuni personaggi nati da queste pubblicazioni furono ripresi con maggior cura da penne più attente. Il più noto tra questi è senz'altro il diabolico barbiere di Fleet Street, ovvero Sweeney Todd.


La serie tv di cui vi parlo oggi trae il suo titolo da quelle pubblicazioni, con la differenza che questo Penny Dreadful, produzione inglese-americana di John Logan e Sam Mendes, vincitrice di vari premi da parte della critica internazionale, non ha proprio nulla di banale o di basso livello; a giustificare il titolo, c'è il contenuto: horror, ma con un fascino che può vantare pochi paragoni.

Questa prima stagione è ambientata nell'Inghilterra vittoriana, per la precisione in una Londra per la quale si aggirano creature inquietanti e pericolose, soggiogate da una creatura ancora più inquietante e misteriosa che i suoi discepoli chiamano semplicemente Master. Se la città sembra ignorare che tra i vicoli si aggirano forze sovrannaturali, c'è un uomo che invece sa: si tratta di sir Malcolm Murray, esploratore di mezza età la cui figlia, Mina, è stata da tempo rapita da queste creature malvagie.

Avendo già perso il suo unico figlio maschio durante un viaggio in Africa, Murray non ha la minima intenzione di arrendersi e perdere così anche sua figlia, e al fine di ritrovarla si circonda di un'equipe straordinaria: in primis miss Vanessa Ives, una giovane donna legata a Murray e Mina da una complessa vicenda personale e famigliare; Vanessa è stata già da tempo scelta dal Male, viene posseduta e diventa in quei momenti una preziosissima fonte di indizi per l'ardua ricerca. Murray e Vanessa assoldano poi Ethan Chandler, un pistolero americano che con la sua mira precisissima divertiva le folle in uno spettacolo ambulante; per Chandler quell'occupazione da quattro soldi era solo un ripiego, e non gli serve rifletterci molto prima di mollare baracca e burattini. Anche se di poche parole, il gruppo è costantemente vigilato anche da Sembene, il maggiordomo tuttofare di Murray, anch'egli capace di usare le armi, di difendere e difendersi; alla combriccola mancava a questo punto solo un dottore, il Dr. Victor Frankestein.

Penny Dreadful, infatti, ha la particolarità di coinvolgere – mantenendone per lo più le caratteristiche originali – personaggi celebri della letteratura. In questa prima stagione abbiamo anzitutto Mina, richiamo a Mina Harker di Dracula, Dorian Gray, tale e quale lo fece la penna di Oscar Wilde ed infine il Victor Frankestein di Mary Shelley.


Alla storia principale si accompagnano infatti le storie collaterali dei singoli. Dorian Gray non è direttamente coinvolto nella vicenda, ma è una figura onnipresente nella scena londinese e si insinua nelle vite di Vanessa e di Ethan. Ethan è ben altro oltre l'americano bravo con la pistola, ha i suoi segreti da proteggere e con cui combattere ed un passato di cui a fine stagione ancora si sa ben poco; inoltre intesse una storia d'amore con Brona Croft, nonostante entrambi sappiano benissimo che lei sta morendo di consunzione. Le storie di Vanessa e di Murray, profondamente intrecciate, sono tra i fili narrativi più interessanti (almeno per me) e vengono dispiegati nei giusti tempi. Infine Frankestein, beh, non si limita ad aiutare i suoi nuovi amici. Nel suo laboratorio è anche impegnato coi suoi esperimenti, e non credo di dovervi dire altro.

Le premesse di questa serie dovevano essere quanto di più lontano dal mio gusto personale: horror ed elementi troppo fantastici. Ma quando ho letto che erano coinvolti nomi a me tanto familiari e che era ambientato nella Londra vittoriana, cavolo, non potevo non dargli una chance! E posso assicurarvi che non sono affatto pentita: l'ambientazione è eccezionale, scenografie, abiti, da restare incollati allo schermo. E se non mi ha coinvolta troppo il main plot della ricerca di Mina, sono stata del tutto presa dalle vicende dei singoli personaggi, in particolare dagli affari del giovane Frankestein ed ancora di più da quella che ritengo la vera protagonista, Vanessa Ives, interpretata dall'incredibile Eva Green.


Sono rimasta sconvolta dalla bravura di questa attrice e le mie parole non potranno mai farvi capire quale intensità ha saputo infondere nel personaggio, dovete per forza vederla. L'interpretazione di Eva Green non è solo del tutto credibile in ogni momento – e sfido a rendere a quel modo tutte le scene in cui viene posseduta, o i momenti in cui lotta contro il Male che ha dentro – ma è veramente da brivido. La storia che Vanessa ha alle spalle è complessa ed intensa quanto il personaggio meritava, ed è degna del miglior romanzo vittoriano a tinte dark.

Nella prima stagione si conclude la ricerca di Mina, ma molte altre questioni sono lasciate in sospeso. In queste lunghe e sonnolente giornate piovose, sta proprio bene accoccolarsi sul divano e vedersi una cosa spettacolare come questa.

E voi, avete visto questa serie? Se sì ditemi nei commenti cosa ne pensate, oppure fatemi sapere se da quanto ho scritto potrebbe interessare anche a voi!

2 commenti:

  1. Io che non sono un "patito" delle serie tv, mi sono fatto invece completamente catturare da Penny Dreadful e, ovviamente, condivido ogni parola di quanto da te scritto! Tanto mi ha appassionato la prima stagione, quanto mi sta appassionando la seconda (di cui ho per ora visto solo le prime tre puntate): al par tuo, è una serie che sto consigliando a chiunque e ciò stupisce molto chi mi conosce proprio perché è noto il mio tiepidissimo interesse per le serie tv).
    Per quanto riguarda le mie personali preferenze, essse vanno oltre che a Vanessa Ives, davvero strepitosa l'interpretazione di Eva Green!, anche alla Strega madre (adieu...) interpretata dalla bravissima Helen McCrorye alla "creatura" di Frankenstein (Rory Kinnear), ma a dire la verità mi piace ogni personaggio e trovo tutte le attrici e gli attori bravissimi! Un plauso anche alla sigla iniziale, d'effetto e perfetta introduzione alle atmosfere della serie.
    Sperando di non aver blaterato troppo! :)
    Un caro saluto.

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    Risposte
    1. Ma figurati, blatere come le tue possono solo farmi piacere! E' proprio per creare uno scambio di opinioni che si apre un blog, no? ;)
      Hai ragione, attori e attrici sono tutti eccezionali... Ho parlato nello specifico di Eva Green perché mi ha colpita davvero molto, persino più degli altri.
      Della seconda stagione per ora ho visto solo la prima puntata, e devo dire che promette bene.
      Un abbraccio!

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